sabato, 18 novembre 2017

MALDIVE

Un’antica dorsale sottomarina di origine vulcanica diede vita ad esili lembi di terra che oggi formano i 26 atolli delle Maldive. Costituite da 900 isole coralline, lagune e bassifondi, circondate dalle acque trasparenti dell’Oceano Indiano, le Maldive rappresentano il simbolo indiscusso del paradiso tropicale.

Quando Dio si accorse di aver creato con passione un mondo bellissimo e perfetto, si commosse profondamente e pianse di gioia. Così, le sue lacrime caddero nell’Oceano trasformandosi nella miriade di piccole isole che originarono le Maldive. Questo narra la leggenda ma “le lacrime di Dio”, in realtà, hanno una origine ben diversa. L’arcipelago sarebbe nato ad opera delle madrepore che costruirono le formazioni coralline sulla sommità di antichi vulcani spenti. La morfologia delle isole, inoltre, è stata plasmata dall’azione costante del mare che, con continui ed intensi abbassamenti del livello delle acque, ha portato ripetutamente allo scoperto le scogliere per poi sommergerle nuovamente, creando l’habitat ideale alla colonizzazione dei coralli.

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Mentre l’aereo si abbassa preparandosi all’atterraggio la prima emozione colpisce all’istante: un’insieme di piccoli atolli formano cerchi irregolari di scogliere coralline che si susseguono a formare l’arcipelago, adagiati sul mare cristallino che lascia trasparire fondali ricchi di vita, invitanti all’esplorazione. Uno spettacolo che mostra il mare come un ambiente affascinante, non più come un’enorme distesa d’acqua sconosciuta e misteriosa.

La forma ad anello degli atolli caratterizza anche le singole isole che li formano e la morfologia si ripete costante in tutto il paesaggio maldiviano che, visto dall’alto, con un poco di immaginazione, sembra veramente creato da gocce colorate che illuminano il buio delle profondità marine.

All’improvviso appare Malè, la Capitale, con grattaceli e palazzi vicini l’uno all’altro che ricoprono l’isola fino a lambire il mare; sembra sospesa, in bilico tra modernità e fantasia, così come appare dal cielo. Città particolare, unica al mondo ad occupare un’intera isola e aeroporto internazionale, è scalo obbligato per chi arriva nell’arcipelago.

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È il nostro secondo appuntamento con queste splendide isole. Una emozione ripetuta e prevista, già vissuta ma straordinariamente forte, i misteri del mare sembrano del tutto svelati, l’acqua trasparente si offre allo sguardo curioso di chi lo ama e lascia stupiti con i colori tipici dei bassi fondali corallini.

Un paesaggio peculiare, dove tutte le isole emerse sono praticamente piatte, mediamente alte solo uno o due metri sul livello del mare e non si vedono mai rocce compatte, cioè tutto quel materiale che deve essere servito come substrato per la costruzione dei coralli. I vulcani che, decine di milioni di anni fa, hanno dato origine a queste effimere terre, sono ormai sepolti da circa duemila metri di depositi di carbonato di calcio. Un paesaggio apparentemente poco movimentato ma straordinariamente spettacolare, dove il blu dell’Oceano è costellato da isole colorate dal verde intenso della vegetazione tropicale. Piccole, basse e tonde, sono bellissime, interamente costituite da sabbia bianca corallina, distanti l’una dall’altra, lasciano spazio a lagune trasparenti ed a lingue di sabbia, che appaiono e scompaiono sotto l’azione continua delle maree e delle correnti. Un paesaggio che facilmente potrebbe scomparire, poiché vivo in un ecosistema estremamente delicato: il mondo dei coralli. L’Occidente ha scoperto questo paradiso tropicale meno di cinquant’anni fa ma la crescente pressione antropica nelle acque maldiviane ha indotto le autorità locali ad adottare misure di salvaguardia dell’ambiente marino in continua evoluzione. Nell’anno 1995 sono state istituite 25 aree marine protette situate negli atolli con maggiore densità turistica e in corrispondenza dei luoghi di particolare interesse naturalistico. In tutte queste aree marine, situate spesso in prossimità di canali aperti (pass) lungo la barriera corallina che collegano la laguna dell’atollo con l’Oceano aperto, i subacquei trovano gli ambienti ideali per l’esplorazione, ma chi fa snorkling può sbizzarrirsi nella secca di Banana Reef, nell’atollo di Malè Nord, al centro della pass di Kuda Khali. Qui, tra splendidi scenari di stravaganti architetture coralline, la fauna marina tropicale dalle colorate eccentriche livree, stupisce sempre con la sua infinita varietà.

Una natura che lentamente e inesorabilmente si trasforma, dove i pesci pappagallo contribuiscono alla formazione delle isole, triturando e mangiando il corallo ormai morto delle barriere e espellendolo sotto forma di sabbia colorata di bianco assoluto; dove i molluschi hanno conchiglie bellissime, perché l’Oceano Indiano è il più tipico e ricco habitat di molluschi del Pianeta; dove un delicatissimo equilibrio regola il processo vitale nei fondali marini, interamente dominati dalle formazioni coralline; dove nelle zone più remote, le isole deserte disseminate negli atolli, racchiudono ambienti inviolati e un patrimonio naturale di rara bellezza; dove ciascuna delle isole abitate rappresenta un mondo a sé, con una comunità autosufficiente, formata da un massimo di 300 persone, che coltiva frutta e alberi del pane, con una scuola, un luogo di culto e una piccola flotta di barche da pesca.

Meta del nostro primo viaggio è stata Vakarufalhi, una piccola isola situata nell’atollo di Ari sud, raggiungibile con l’idrovolante e con un Dhoni, l’imbarcazione tipica locale. La seconda volta, invece, abbiamo visitato l’isolotto di Fihalhohi, situato nell’atollo di Male sud, vivendo giornate incantate, tra sabbia bianca come la neve e mare limpido e caldo; nuotando nel reef, circondati dai pesci variopinti, tra i coralli di ogni forma e colore; riposando all’ombra delle palme che rivestono l’isola, dove cantano i corvi e le volpi volanti; a contemplare estasiati i colori cangianti di tramonti da sogno, che tingono di rosso il mare ed il cielo.

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