Il primo viaggio in Costa Rica è stato ricco di scoperte e di sorprese. Appena arrivati a San Josè abbiamo constatato che effettivamente (come avevamo letto nelle guide dedicate al CostaRica) la bellezza naturalistica permeava anche la moderna Capitale e il vivere con piacere aleggiava, passo dopo passo, attorno a noi.

san jose

Da San José, abbracciata dalle montagne, tra antichità coloniali, giardini di farfalle, vulcani attivi e foreste nebbiose ricche di vita, partiamo alla scoperta del Vulcano Poas.

“Sono ottimisti, allegri, amichevoli, cordiali ma non rispettano mai un appuntamento” così avevamo letto dei “ticos”, ma a dispetto dei luoghi comuni, la nostra guida giunge puntualissima per accompagnarci al Parco Nazionale del Vulcano Poas.

verso il poas

Mentre il pulmino risale i tornanti che dall’altopiano portano alla vetta di uno dei più grandi vulcani del Costa Rica, osserviamo il viso del nostro cicerone, dal volto abbronzato, con lineamenti duri e fini che ricordano le effigi dei Maya mentre la sua cortesia è tutta “tica”.

Il vulcano è miracolosamente sgombro dalle nubi, la giornata è perfetta. Le pendici coltivate a caffè lasciano spazio a prati verdi dove pascolano libere grandi mucche e, continuando a salire, avvolti dall’aria frizzante di montagna, vediamo frammenti di foresta montana che allungano propaggini intricate nell’ordinato mondo dell’uomo.

piana san jose

Il Parco Nazionale si estende per circa 5600 ettari e protegge il grande Vulcano Poas alto 2704 metri s.l.m. In tempi remoti la sommità del grande vulcano collassò originando una caldera larga 2 km circa. Nacquero anche due crateri minori, entrambi spenti, che oggi riposano sotto un rigoglioso manto verde. Uno di essi, il Botos, ospita un piccolo lago color della giada e si raggiunge con un apposito sentiero.

Dopo un percorso di circa 300 metri, che si snoda nel verde insondabile e buio della foresta, tra gli acri fumi solforosi, si giunge al punto d’osservazione: un panorama mozzafiato appare all’istante. il grande gigante semi addormentato fa bella mostra di se, fiero di essere uno dei dieci vulcani che formano la spina dorsale del Costa Rica. Giganti focosi ma benevoli che hanno reso fertile l’altopiano. Tra parossismi e fasi di quiete, nel tempo il Poas ha plasmato l’altopiano rivestendolo con centinaia di tonnellate di ceneri vulcaniche. Negli anni ’50 invece il vulcano lanciò nell’aria colonne altissime di acqua e vapore, tali da trasformarlo nel più spettacolare e grande geyser del mondo. Un vulcano dal carattere imprevedibile che va monitorato.

poas

Da qualche tempo si limita a brontolare e a fumare nuvole all’acido solforico, che rotolano lungo il fianco nord ormai scorticato a nudo. Lungo il percorso principale che giunge al cratere si apre un altro sentiero nelle foreste pluviali circostanti il lago, El Canto de los Aves, dove echeggiano i canti delle numerose specie di uccelli come merli, tucani e se si è molto fortunati anche il fischio a due note del leggendario e splendido quetzal.

Intanto, il sole brilla nel cielo ma le nuvole bianche che arrivano dall’Atlantico, impigliate, strappate, eternamente lottano nel tentativo di oltrepassare la cordigliera e bagnare l’inossidabile primavera della regione di San Josè.

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