domenica, 28 maggio 2017

Zanzibar L’isola delle spezie

Zanzibar, l’isola delle spezie, è situata 38 km al largo della costa della Tanzania, costituita da due isole principali, Unguja e Pemba, oltre ad un insieme di isolotti e atolli corallini: un arcipelago nell’Oceano Indiano con la natura che la rende ancora preziosa e tante occasioni per goderne la bellezza.

Da più di tremila anni gli uomini raccolgono e lavorano le spezie sempre con lo stesso sistema e il loro consumo è in continua crescita sulle tavole dei paesi più ricchi del mondo. Durante la nostra permanenza sull’isola, gli aromi di pepe, zenzero, cannella e tutte quelle fragranze esotiche aleggiavano ovunque; coloravano e profumavano le tavole imbandite, i negozi di souvenir, le nostre stanze, dove l’odore dei fiori si mescolava con quello dei saponi speziati in una delicata ed inebriante essenza.

Abbiamo visitato l’Isola di Zanzibar due volte, in anni e stagioni diverse e il ricordo più bello è il colore del mare che cambia come cambia la marea, trasformando il turchese in mille sfumature iridescenti di verde e di blu, è il sole che scalda le ampie distese di soffice sabbia bianca; è quell’acqua calda dell’oceano Indiano ricca di vita che mi permette di sognare, immersa nella sua immensità. Sensazioni troppo intense per permettersi di fare altro!

donnazanzibarNei nostri due viaggi a Zanzibar abbiamo goduto soltanto del mare, della natura intorno a noi e della piacevole amicizia nata con i masai dell’era moderna.

La costa nord orientale dell’isola racchiude un paesaggio di notevole bellezza dove rigogliose piantagioni di spezie e una ricca vegetazione tropicale, diradano verso il mare e lasciano spazio soltanto a una fitta striscia di palme da cocco, che ondeggia al vento e protegge la spiaggia infinita.

La costa è disseminata di resort, alcuni dei quali ben integrati con l’ambiente naturale, e qualche piccolo villaggio di pescatori. La gente del luogo vive di pesca e di turismo ma alle donne di Zanzibar spetta il compito di coltivare e commerciare le alghe che qui, nell’Oceano Indiano, crescono tantissime, si riproducono velocemente e rappresentano una fonte di economia essenziale. Inoltre donano al paesaggio di questo tratto di costa una aspetto del tutto particolare. Nel mare trasparente, quando cala la bassa marea, emergono, tra i riflessi d’argento del mare, lunghe strisce ordinate di esili pali di legno che delimitano i campi. Le geometrie classiche agresti si ripetono nell’acqua e tra le alghe scure verdi e marroni, si muovono le donne musulmane vestite di mille colori, spiccano tra l’azzurro del mare e del cielo. La religione obbliga alle donne di coprirsi e questa triste regola nel momento del raccolto può diventare vera poesia, come mostrano le immagini scattate.

Fortunatamente, il resort proponeva a noi turisti un’animazione molto delicata sia durante il giorno, sia la sera ma la nostra attività principale è stata fare lunghe passeggiate tra sabbia e mare e interminabili bagni nell’Oceano che in alcune ore del giorno sembrava solitario, quando tutti riposavano anche i Masai (onnipresenti durante il soggiorno a Zanzibar), quell’interminabile distesa di azzurro era tutta per me!

ZANZIBAR