“Il primo amore non si scorda mai”, così Vakarufalhi, una piccola isola situata nell’Atollo di Ari sud, è stato il nostro primo incontro con l’arcipelago delle Maldive: una perla incastonata nell’Oceano Indiano. Impossibile dimenticare il fascino del mare limpido e caldo, della spiaggia immacolata colorata di bianco assoluto, dove la rigogliosa vegetazione tropicale prorompe con tutta la sua forza a rivestire di verde l’isola intera. Uno scenario meraviglioso creato nel tempo dal vento, dal mare, da quella straordinaria storia che racconta il lento evolversi della vita. Fra tutti gli atolli dell’arcipelago maldiviano, quello di Ari sud è il più frastagliato, ricco di secche e banchi di sabbia affioranti. Inoltre, quest’area racchiude 24 pass oceaniche caratterizzate da diverse situazioni ambientali. Un vero paradiso per i sub ed anche per coloro che praticano snorkeling.

Vakarufalhi, è situata nella zona sud orientale dell’atollo che, nel complesso, include due aree marine protette: Kudarah Thila, poco più a sud della nostra isola e Madivaru localizzata sul lato opposto dell’attollo, esattamente nell’area sud occidentale.

atollo

Desiderosi di scoprire la natura e di cogliere appieno il fascino di tutti i suoi segreti, abbiamo passeggiato sulla sabbia bianca simile al talco, abbiamo nuotato nell’acqua calda del mare corallino che lasciava trasparire le meraviglie che racchiude. Anche qui, come accade per tutte le isole delle Maldive, il reef mostra paesaggi sottomarini che invitano all’esplorazione, fatti di corallo e di tutto quell’insieme di creature marine protagoniste uniche di questi habitat. Lo snorkeling donava divertimento e sorprese continue. Nuotare, osservare e fotografare lasciava il desiderio e la curiosità di oltrepassare quel confine, quel limite virtuale e misterioso del blu degli abissi, oltre la scarpata della barriera corallina. Ogni giorno, il calore del sole e il tempore del mare avvolgeva i nostri corpi e i nostri sensi. Mahibadhoo, la capitale dell’atollo, situata lungo la zona orientale a nord di Vakarufalhi, è sede di uno stabilimento per la lavorazione del pesce, rifornito dai numerosi pescatori della zona. Su quest’isola, esempio unico di paradiso tropicale industriale, il pesce viene pulito e congelato. I maldiviani di Ari sono da sempre abili pescatori ed, ancora oggi, in tutti i villaggi abitati sono presenti flotte di dhoni da pesca. Con questa tipica imbarcazione vengono accolti i viaggiatori per raggiungere le diverse isole dell’atollo; viene anche utilizzata per le escursioni nei vari luoghi di immersione e per il trasporto delle merci. Dalla fisionomia inconfondibile: poppa bassa e piatta e prua slanciata e ricurva verso l’alto, i dhoni si vedono ovunque nell’atollo. Inoltre, l’ottima tenuta del mare ed il ridotto pescaggio permettono a queste barche, costruite interamente con legno di palma, di muoversi agevolmente fra le barriere coralline e di approdare sulle spiagge.

dhoni

Una rarità naturalistica si trova a Dhangethi, una piccola isola di pescatori sita di fronte a Vakarufalhi. Si tratta di un Ficus del Bengala, il nika, vecchio di 600 anni, un albero maestoso che mostra in evidenza la sua folta chioma, visibile anche da molto lontano. Oltre a questo albero gigante, l’isola ospita il Centro culturale di Ari sud. La vita tradizionale degli abitanti delle Maldive viene illustrata attraverso un percorso didattico che mostra le abitazioni tipiche, la casa di un capo villaggio e quella di una famiglia di pescatori, un’officina per la fabbricazione dei dhoni e per la tessitura; il tutto accompagnato da molti oggetti e utensili tradizionali del vivere quotidiano.

Il frutteto dell’atollo di Ari sud, invece, si trova a Mandhoo, una isola relativamente estesa della zona occidentale. Vengono coltivati ortaggi e ananas, irrigati con acqua dolce piovana, immagazzinata sotto la sabbia in profondità.

airone

Durante il periodo trascorso a Vakarufalhi, gli aironi e le volpi volanti accompagnavano le nostre attività quotidiane: immersioni, passeggiate e dolce ” far niente”. Persino un piccolo squalo puntualmente la mattina passava a trovarci; perlustrava l’isola nuotando lentamente sotto costa e il mio tentativo di entrare nell’acqua per osservarlo più da vicino è miseramente fallito: veloce lo squalo è scappato, spaventato dalla mia presenza.

In silenzio la sera, di fronte a quella immensa distesa d’acqua che circondava tutto, noi piccoli, piccoli, ascoltavamo il nostro cuore, mentre lievi le onde della marea intonavano al vento melodie soffuse. donando serenità e pace interiore. Abbracciavo con gli occhi il mare, e le stelle, quasi a tenerci compagnia, illuminavano il cielo in quelle magiche sere, dove i pensieri diventavano sogni. È stato facile sognare di vivere lì, in quella piccola isola, immaginata più volte e finalmente ritrovata.