Il Colibrì

Immersi nella giungla della vasta foresta di Selva Verde, in Costa Rica, tra iguane enormi, rane variamente colorate, tucani, scimmie, scoiattoli e tante altre meravigliose creature, vediamo ronzare attorno a noi un grosso calabrone dal dorso scuro con riflessi verdastri iridescenti. Repentinamente cambia direzione volando e zigzagando prosegue in visita da un fiore all’altro. Osserviamo attentamente e invece il grosso calabrone altro non è che un minuscolo colibrì, il più piccolo uccello esistente. La rigidità delle ali, il rumore dell’aria battuta dalle penne remiganti rendono l’illusione quasi perfetta e così questi piccoli gioielli viventi a volte sembrano magici insetti.

Il colibrì, un uccello dalle prestazioni eccezionali, è capace di muoversi anche all’indietro e soprattutto di restarsene sospeso nell’aria. Con scatti rapidissimi e battiti veloci, vediamo il colibrì frullare nell’aria, infilando il becco sottile nelle corolle dei fiori, mentre le ali velocissime sfumano alla vista in una splendida trasparenza colorata delle stesse tinte dei fiori.

colibri selva verde

Gli uccelli hanno sviluppato l’ingegneria biologica del volo ai massimi livelli e una delle versioni più straordinarie di organismo volante è il colibrì. Sono caratterizzati nel volo da 50 a 78 battiti d’alii al secondo. Inoltre la loro modalità di spostamento nell’aria corrisponde vagamente a quella degli elicotteri, con la straordinaria capacità di restare sospesi in surplace mettendo in atto il cosiddetto volo librato. Il battito d’ali velocissimo consente loro di variare continuamente la velocità, riuscendo a raggiungere e a superare i 100 km orari e di sfrecciare improvvisamente in una direzione qualsiasi. Tali prestazioni eccezionali sono connesse a peculiari esigenze energetiche e forse non è un caso che il colibrì proprio nel momento dell’alimentazione sfrutti al meglio le sue formidabili capacità di volo: il corpo vibra sospeso nell’aria di fronte al fiore da cui aspira il nettare e cerca appetitosi e nutrienti insetti come afidi delle piante, piccoli ragni, zanzare e casomai succhi di frutta.

duo

È in questi momenti che a volte i minuscoli uccelli possono assomigliare ad insetti. Proprio come questi servono ai fiori come impollinatori e ne ottengono in cambio il nettare. Con la sua lunga e sottile spada per becco il Colibrì oltre a nutrirsi si difende dai predatori e nelle varie specie misura da 6 a 110 millimetri circa, può essere più o meno incurvato o dritto.

Costa Rica 2016

Questi piccoli e atipici volatili, superspecializzati, sono esclusivi del continente americano dove hanno una diffusione piuttosto vasta: dall’Alaska su due ampie fasce lungo entrambe le coste degli Stati Uniti, nel Messico, in Costa Rica, in tutto il territorio Sud Americano. Se ne incontrano in tutti gli ambienti, dalla foresta umida agli spazi semi-desertici, a tutte le altitudini.

Le oltre 300 specie classificate sono tutte comprese fa i 6 e i 22 centimetri di lunghezza totale, con un peso che varia dai 2 grammi del più minuto ai 20 grammi del “gigante” della famiglia.

Soprannominati “uccelli mosca” i colibrì sono un miracolo naturalistico, alleati perfetti delle piante fiorite, una realtà osservata come una specie di istante fermo e bello nella storia naturale del volo degli uccelli.